Quasi quarant’anni di storia alle spalle e una tradizione che continua a rinnovarsi.
Nel fine settimana del 20 e 21 giugno 2026 Ramiseto ospiterà la 39ª edizione della Fiera del Cavallo del Ventasso, appuntamento che rappresenta uno dei momenti più significativi per il mondo equestre dell’Appennino reggiano e per la valorizzazione di una popolazione equina autoctona che affonda le proprie radici in oltre mille anni di storia.
L’evento richiama ogni anno allevatori, appassionati e visitatori provenienti anche da fuori regione, attratti dalla possibilità di conoscere da vicino il Cavallo del Ventasso e il legame profondo che questa popolazione mantiene con la cultura e l’economia della montagna.
Al centro della manifestazione ci sarà la tradizionale rassegna dedicata ai soggetti del Ventasso, affiancata da sfilate, spettacoli equestri, musica, ballo country e momenti di intrattenimento pensati per coinvolgere un pubblico di tutte le età.
Particolare attenzione sarà riservata ai più giovani, che potranno avvicinarsi al mondo del cavallo attraverso il battesimo della sella, i giri in calesse e numerose attività dedicate alle famiglie.
Accanto alla componente equestre, la Fiera offrirà anche un’importante vetrina delle eccellenze gastronomiche locali grazie ai punti ristoro organizzati dalla Pro Loco di Ramiseto, dove saranno protagonisti prodotti e ricette della tradizione montana realizzati con materie prime del territorio.
«La Fiera del Cavallo del Ventasso rappresenta un importante momento di festa e aggregazione, ma soprattutto un’occasione per valorizzare una tradizione che appartiene alla nostra identità e che pochi territori possono vantare», ha sottolineato il sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti.
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dalla Pro Loco e dai numerosi volontari che ogni anno contribuiscono alla riuscita dell’evento, sottolineando in particolare l’impegno dei giovani nella valorizzazione delle tradizioni locali.
Più che una semplice manifestazione equestre, la Fiera del Cavallo del Ventasso continua a rappresentare un punto di incontro tra allevamento, cultura, turismo e comunità, confermando il ruolo del cavallo come elemento identitario di un territorio che continua a custodire e valorizzare le proprie radici.
l Cavallo del Ventasso, figlio dell’Appennino
Il suo nome arriva dal Monte Ventasso, che domina l’alta Val d’Enza, nel cuore dell’Appennino reggiano. È qui che la presenza del cavallo è documentata da secoli, attraversando epoche e dominazioni diverse: dai Borbone ai Farnese, fino al Ducato di Maria Luigia d’Austria.
La vocazione equestre di questo territorio non si è mai interrotta.
Anche dopo l’Unità d’Italia e fino agli anni Quaranta del Novecento, le montagne del Ventasso continuarono infatti a fornire cavalli destinati all’esercito, confermando il valore di una selezione sviluppata in un ambiente difficile e impegnativo.
L’attuale popolazione del Cavallo del Ventasso è il risultato di decenni di allevamento. Tra gli anni Sessanta e Ottanta, nella stazione di monta di Ramiseto e nell’allevamento Borzacchi-Bertoldi furono utilizzati stalloni di diversa provenienza, tra cui soggetti derivati inglesi, maremmani migliorati e persino un lipizzano.
Da questi incroci discende buona parte delle fattrici che hanno costituito la base dell’attuale popolazione.
Il risultato è un cavallo profondamente legato al proprio territorio: rustico, resistente, frugale e adatto alla vita in montagna.
Caratteristiche che per secoli ne hanno fatto un prezioso compagno di lavoro e che oggi ne favoriscono l’impiego nelle attività equestri legate all’ambiente naturale e alla valorizzazione dell’Appennino.
Ricordiamo che il Cavallo del Ventasso è una delle popolazioni equine a limitata diffusione il cui registro è curato da Anareai.
Qui la fonte della notizia, da AgenParl70

























